
ho seguito il vento del nord, che spirava con dolcezza nei miei capelli scomponendo il tempo passato a rimpiangere il nulla.
questa impossibilità di trovare un porto, l'incapacità di alzare gli occhi pieni di lacrime e fissare le insegne al neon opache di blu oltremare.
lo stesso blu dei tuoi occhi.
ti ho trovato in un giorno di pioggia, davanti ad un camino coperto da un manto di fogli di giornale.
ti ho lasciato senza averti mai preso, senza aver mai respirato la nebbia che toglie la vista e fa dimenticare la strada.
un amore potenziale che non ha il coraggio di esplodere,
una timidezza mal celata dietro cinico susseguirsi di fughe e preludi.
ho indosso il cappotto grigio, il più pesante.
la mia valigia è piena di libri, sbagliati.
e due biglietti .
uno è per te, ma non lo sai.. che dolce sensazione sarebbe per me sorprenderci ridere
in una capitale a te nota, che sa di Pall Mall.
e se me ne vado di nuovo è solo per non ferirti ancora, per curare le tue ferite con la mia assenza.
per lasciare sul tavolo una tè nero bollente alla cannella.
quello stesso tè che amo prendere da sola, in una città che ti aspetta .
non riesco a non cercare un contatto.
il resto è tutto da rifare.
china alla mano e fogli bianchi sparsi sul pavimento.
le tende le ho appena comprate, la luce della lampada sarà accesa anche stanotte,
cercherò di scattare una foto nuova.
per ricordarmi di cosa ho buttato e di cosa non ho stretto a me tra le lenzuola.
spengo la luce in casa, ultima occhiata dietro per imprimere meglio i particolari che nessuno nota.
e vado via..